LUCANIA

LE TAVOLE PALATINE DI METAPONTO: TRA STORIA E NATURA

Uno dei simboli della mia Lucania sono proprio le Tavole Palatine di Metaponto.

Era una domenica pomeriggio, del mese di luglio, del particolare anno 2020 e non potevo essere più felice. Vivere in Basilicata è anche questo. Assaporare la felicità nelle piccole cose: vuoi andare al mare? Ecco il mare. Vuoi rinfrescarti in montagna? Ecco la montagna. Vuoi fare un salto indietro, nella storia, magari ai tempi dei Greci? Ecco che puoi fare una visita al Museo della Siritide di Policoro o al Parco Archeologico di Metaponto, che racchiude anche le Tavole Palatine.

da lontano sembra che si trovino in una cornice di colorati oleandri

Le Tavole Palatine sono i resti di un antico tempio dorico risalente al VI secolo a.C. dedicato alla divinità greca Hera.

Il Santuario di Hera era un luogo sacro esterno alla città, posto lungo un importante asse della viabilità antica del Metapontino, in prossimità del fiume Bradano, a una cinquantina di chilometri da Matera.

Dalla statale ionica 106, in direzione Reggio Calabria, se osservi bene fuori dal finestrino, le puoi vedere in tutta la loro maestosità. Questo fa capire quanto la posizione in cui sono state costruite sia un punto davvero strategico, a circa tre chilometri dall’antica città di Metaponto.

Le Tavole Palatine sono indicate anche come “Scuola di Pitagora”, in quanto qui visse e morì il filosofo e matematico Pitagora.

In passato erano definite anche “Mensole Palatine” o “Colonne Palatine” in ricordo alle lotte contro i Saraceni dei Paladini di Francia. Sembra che i Paladini fossero dei giganti e che le colonne avessero la funzione di essere un tavolo per i loro pasti.

I resti del tempio sono costituiti al centro da una cella, che è la parte interna di un tempio greco o romano, da un pronao e da quindici colonne con scalanature e capitelli di ordine dorico. Di queste dieci si trovano sul lato settentrionale e cinque sul lato meridionale.

Nelle vicinanze del monumento vennero rinvenuti numerosi resti dellantica decorazione di statuette, ceramiche e altri pezzi di colonne che sono stati esposti al Museo Archeologico Nazionale di Metaponto.

Il tempio dedicato a Hera, ma chi era Hera?

Secondo la mitologia greca, dopo la nascita, Hera venne ingoiata dal padre insieme ai suoi fratelli dato che voleva scongiurare l’avverarsi di una terribile predizione: essere spodestato dai suoi figli. Grazie poi alla maestria di Zeus e Poseidone, il padre rigurgitò i figli.

Hera veniva raffigurata con il viso incorniciato da folti capelli,occhi grandi, sguardo dolce che suscitava adorazione. Con una mano reggeva una melagrana, simbolo del matrimonio e della fecondità. Era infatti la protettrice dei matrimoni e dei parti. Con l’altra mano, teneva lo scettro sormontato da un cuculo, l’uccello di primavera.

Sposò Zeus e divenne la regina degli dei.

Il matrimonio con Zeus poteva dirsi felice anche se erano numerose le liti che scoppiavano a causa dei continui tradimenti del consorte e della forte gelosia di Hera.

Una fra le tante discussioni , scoppiò poco dopo le nozze. Hera, fortemente irritata, lasciò l’ Olimpo e fuggì nell’ isola di Eubea a farsi consolare dalla sua nutrice Macris.

Zeus, che non poteva vivere senza di lei, non riuscendo a darsi pace, escogitò uno stratagemma. Scese sui monti di Eubea e fece spargere la voce di un suo prossimo matrimonio. Fece fare una donna di legno, la vestì di abiti lussuosi, la mise su un carro e la fece girare per le strade dell’isola.

Saputa la notizia, Hera andò incontro al carro e si precipitò sulla rivale, ma quando le strappò i vestiti si accorse che era un manichino. Così la dea capì la lezione del marito e tornò all’ Olimpo da Zeus.

Come raggiungere le Tavole Palatine

Sia che tu ti trova a Metaponto, a Matera, nel resto della Basilicata piuttosto che magari nella vicina Puglia, raggiungere il Tempio delle Tavole Palatine è davvero semplice e da considerare.

Dalla strada statale 106 Jonica segui le indicazioni per Tavole Palatine. Una volta arrivato al parcheggio, entra nel cancello e imbocca la stradina davvero ben custodita. Lungo questo viale ci sono delle panchine e persino un’area giochi per i bambini. A circa un centinaio di metri, seguendo un percorso di profumatissimi fiori di oleandro, bianchi e rosa, troverai le Tavole Palatine nella loro grandiosità.

I costi e gli orari

L’ accesso al sito è completamente gratuito. Si possono visitare dalle 9 del mattino fino ad un’ora prima del tramonto, tutti i giorni escluso il lunedi mattina.

le Tavole Palatine al calar del sole

Adoro il tramonto, adoro osservarlo, adoro fotografarlo, mi rilassa, mi tranquillizza.

I colori delle Tavole Palatine, al calar del sole, creano un effetto affascinante, come un dipinto ad acquerello.

Se hai la possibilità, quindi, visitale nel tardo pomeriggio e il tuo cuore ti ringrazierà.

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