LUCANIA

LE CASCATE DI SAN FELE: UN GIOIELLINO NELL’APPENNINO LUCANO

Nella natura più incontaminata della mia Lucania si trova un luogo molto suggestivo: le Cascate di San Fele, in provincia di Potenza.

Dall’Appennino lucano nasce il torrente Bradano, il quale effettua dei particolari salti di quota dando vita alle numerose Cascate di San Fele. Ci troviamo in località Matise, dove il torrente confluisce nella fiumara di Atella e poi nel fiume Ofanto, per giungere poi nel Mar Adriatico.

Le Cascate sono dieci, si trovano tra antichi ponti di legno e vecchi mulini, in luoghi impervi e selvaggi.

Sono completamente immerse nel verde. Se vuoi staccare la spina dalla frenetica vita quotidiana e rilassarti questo posto e l’area circostante fanno per te.

Il periodo migliore per visitarle sono principalmente i mesi di marzo e aprile quando l’acqua è più abbondante e quando, soprattutto, c’è meno gente. Così potrai godere di un prezioso silenzio e ricrearti nel modo più assoluto.

Noi ci siamo stati ad agosto, nonostante c’era molta gente, non ci è andata affatto male. La ricordiamo come una mattinata intensa, con tanto caldo, ma molto piacevole.

Come per ogni trekking che si rispetti, ricorda di indossare un abbigliamento adeguato, scarpe comode e di avere dell’acqua con te.

I percorsi naturalistici

Per visitare le Cascate di San Fele sono stati resi fruibili alcuni percorsi naturalistici che oltre a condurti alle cascate ti faranno innamorare del paesaggio intorno. Puoi scegliere di seguire quelli più attinenti alle tue esigenze.

I percorsi si distinguono per difficoltà e per tempo di percorrenza.

Il paradiso: è il percorso più breve. È caratterizzato dal silenzio della natura e dal lento scroscio dell’acqua, sembra proprio di immaginare il paradiso.

Le Gemelle: anche questo percorso è semplice. La cascata delle Gemelle è chiamata così perchè è il frutto dell’incontro tra due diverse sorgenti: il torrente Acquafredda e il torrente Bradano che danno poi orgine a un piccolissimo laghetto sottostante alle cascate.

Fosso d’Anna: quello più lungo (circa un chilometro). Camminando per circa un’oretta si arriva alla Cascata “U Uattënnierë”. Questa è quella che dà il nome all’intero complesso di cascate.

“U Uattënnierë” è il termine dialettale col quale ci si riferisce alla gualchiera, il macchinario utilizzato negli antichi opifici per sfruttare la forza motrice dell’acqua che cadendo su una ruota trasmetteva il movimento di pesanti folloni. Questi entrando e uscendo da una vasca, dove venivano posti i tessuti, servivano a battere la lana. In questo modo la lana era più resistente e pronta per le lavorazioni successive.

La potenza dell’acqua veniva impiegata anche per il funzionamento di antichi mulini, i cui resti puoi vederli ancora oggi.

L’ingegno e l’impegno dei sanfelesi era forte in passato come oggi. Grazie alla loro adorazione per il proprio luogo, è stata costituita un’Associazione di volontari che curano, proteggono e valorizzano le bellissime Cascate di San Fele e le hanno rese godibili e sfruttabili come sono ora.

L’incantevole borgo di San Fele

Se volete completare la giornata nel migliore dei modi e se avete tempo a disposizione, non può mancare una visita al bellissimo borgo di San Fele, il cui nome originario era San Felice.

Dopo aver macinato chilometri e chilometri sotto il caldo sole del mese di agosto ci siamo rimessi in macchina e prima di raggiungere la tappa successiva ci siamo fermati in un luogo altrettanto straordinario per noi che veniamo dal mare.

Cosa cercavamo di più?

Eravamo solo noi, il canto degli uccellini e i nostri buonissimi panini acquistati al supermercato di San Fele, concludendo un’altra esperienza in modo autentico.

2 commenti

  • Anna

    Stupendo! Mi ero segnata questo posto la scorsa estate quando ho fatto un giretto in Basilicata. Non c’è stato tempo per andarci purtroppo. Ti faccio i complimenti per il blog, non lo conoscevo e per me la Lucania è dietro l’angolo (sono pugliese). Sicuramente ci sarà occasione per tornarci!

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